DIECI 1/1

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Illustrazione di PIERUCCINO RICCARDO, alias RUGGINE

Biografia - Inizia la carriera di fumettista e illustratore nel 2002 , anni in cui vince il concorso Pierlambicchi D’oro, prestigioso premio per aspiranti fumettisti. Successivamente vince vari altri premi si piazza in altri concorsi nello stesso ambito (Lanciano comics, Comics Wave).
Collabora con vari artisti di rilievo nel campo del fumetto (Moreno Burattini, Simone Bianchi, Tito Faraci, Marco Turini, Yoshiyasu Tamura) nel settore e si cimenta nell’attività di fumettista, illustratore e storyboarder.
Ha all’attivo collaborazioni e pubblicazioni con Lamette comics, edizioni Genovese, Arcadia, Raimbow (Winxclub), Star Comics (Cornelio, The Secret), Mondadori (Mates comics), Marvel (Thanos rising, New avengers), Glenat.
Realizza vari lavori in campo pubblicitario (collaborazioni con Leoburnett, Ogylvi, Colorado Film e altre aziende in campo pubblicitario)
Tra questi da segnalare la creazione di personaggi per vignette e serie a fumetti per svariati marchi: il Gelatatio per Sammontana , il cuoco Camillo per Arbi, le avventure della formichina Milla per Sofidel e altre ancora.
Lavora anche in campo cinematografico per agenzie come Indigo Film, Colorado Film production e Brw: in particolare Lavora in svariate produzioni di Gabriele Salvatores, Diego Abatantuomo e Aldo Giovanni e Giacomo.
E’ attivo anche sul fronte dell’illustrazione: il suo lavoro piu’ importante è stato con la DV Giochi per la realizzazione del Bang Dice Game, la versione a dadi del popolare gioco da tavolo Bang.
Nella sua attività partecipa anche a diversi progetti personali, ricoprendo anche la posizione di art Director in diverse produzioni.
Nel 2014 realizza per shockdom l’albo Be a superhero-Undead Chainsaw a 4 mani con Simone Bazzanella e partecipato al progetto Smartcomix assieme a svariati altri autori affermati del mondo fumettistico. Sempre nello stesso anno pubblica una storia autoconclusiva per la rivista Ceca Randocomix. Nel 2015 realizza assieme a Davide La Rosa (Nicola Pesce editore, Star comics) un progetto finanziato in crowdfunding dal titolo Prussiani contro Alieni, di cui è disegnatore e caracater designer.
Dal 2017 si occupa del progetto “Leggende di Lucca” per conto dell’associazione Città a matita. Nel 2019 realizza per Book On a Tree studio il fumetto degli Youtuber Mates. Sempre nel 2019 assieme a Daniele Rudoni dà vita al progetto Robot Madness , su web e cartaceo, con cui realizza albi-tribute sui robot dell’animazione Giapponese.
Parallelamente all’attività di professionista dal 2007 lavora anche come docente di sketching e comics presso la Florence design academy e svariate altre scuole pubbliche e private. Attualmente gestisce vari corsi presso la Lucca Manga School a Lucca, scuola con cui collabora dal 2014. Collabora fattivamente con Luccacomicsandgames dal 2006 per l’organizzazione della convention Luccacomicsandgames (gestione del padiglione self area) e svariati progetti in ambito didattico e fumettistico.

Estratti dai commenti dei detenuti - edizione 2019 del progetto I Classici dentro e fuori il Bassone

Breve tramaclicca per accedere alla trama del libro.

“Trovo che sia un libro narrato su storie quotidiane, attuali, dei giorni nostri … genitori che abusano dei figli, ragazzini cresciuti tra vicoli e strade malfamate con l'idea sbagliata di essere o diventare per forza qualcuno più importante, essere considerato e anche perché i soldi facili attirano un po' tutti, ancor più i ragazzini che magari hanno storie familiari difficili, l'assenza di uno dei genitori, la mancanza o il venir meno di possibilità economiche per fare la spesa, pagare bollette e per aiutare i genitori cadono nelle tentazioni di un mondo crudele, violento e che ai tempi attuali non ha più regole, non c'è più alcun rispetto. Una volta c'erano regole in cui donne, bambini e anziani non si toccavano, ormai oggi è tutto il contrario, non si ha più rispetto per nessuno neanche per i familiari o parenti dei carcerati e già questo fa capire di per sé che non vi è più il codice d'onore di un tempo, le regole rigide della strada.”


(Cit. A.V. 2019)


“Il libro mi è piaciuto molto. Racconta, secondo me, delle “storielle” che sono la realtà di alcuni quartieri, che sei per forza inghiottito da quel tipo di stile di vita e non hai possibilità di fare altro. Mi è piaciuto molto il settimo capitolo. C'è questo ragazzo che si sente superiore a tutti ma poi incontra un signore anziano che vuole rapinare e alla fine lo deve accoltellare per riuscire a portare via la sua pensione. Questo ragazzo finisce in ospedale, e il ragazzo va in chiesa, accende un cero sperando che l'anziano muoia ma dopo due settimane esce dall'ospedale e il ragazzo incontra l'anziano e si scambiano uno sguardo che fa rimanere stranito il ragazzo perché vede che è l'unico che quando lo guarda, non abbassa lo sguardo e non ha paura. Il suo “castello” di essere superiore si smonta e questo mi ha colpito molto.”
“Comunque mi sono piaciuti tutti i capitoli, secondo me raccontano il modo e i contesti di vivere che ci sono in certi quartieri che se nasci in quei posti non hai futuro perché non hai possibilità di fare altro. Il libro parla di Napoli ma queste situazioni possono succedere in tanti altri posti, io sono finito a spacciare per riuscire a usare sostanze e quindi certe cose le ho vissute e mi sono ritrovato in un mare di guai, un po' come il cantante neo melodico di Longo.”

(Cit. D.M. 2019)

“Questi racconti, durante la lettura del libro, non mi hanno dato tanto nel senso che non ho viaggiato con la mente a ricordi o emozioni passate, come con altri libri, naturalmente sono storie molto “raw”, crude dal punto di vista etico e morale. Questo è stato il mio pensiero dopo la fine del libro, e sarebbe stato un punto di vista del mio commento quella stessa sera ma per fortuna forse, anche se avrei sempre potuto riscriverlo nei giorni dopo, non l'ho fatto. Nei giorni a seguire, ho iniziato a rivivere ricordi legati a momenti e storie del racconto, facendomi così pensare di aspettare a fare il commento fino a questa sera. Non voglio star qui a raccontarvi le mie storie personali, ho visto in prima persona gambizzare un uomo quando avevo 17 anni, mi hanno puntato un coltello per derubarmi, stessa cosa con una siringa, amiche messe incinta dai propri familiari, perché ne avrei per i comandamenti vangeli e liturgie.

Mi ha dato molta rabbia leggerlo, per un fattore stereotipato del luogo dei racconti questo perché, sì va beh, in quella città sono molto frequenti questi racconti di vita ma non bisogna dimenticare che succedono ovunque, anche nel paesino più sperduto della montagna, basta leggere i giornali di qualsiasi località per vedere situazioni simili, forse anche di più in paesi stranieri. Forse io, a mio parere personale, e rispetto quello dello scrittore Longo, l'avrei incentrato di più su discorsi in generale senza fare riferimento a luoghi, dialetti e tipi di cultura di quel posto e qua voglio precisare che il libro alla fine mi è piaciuto, però sarebbe arrivato a sconfinare molto di più, proprio perché sono storie di tutto il mondo. Spero senza offesa per Longo ...

Il capitolo che mi ha dato di più da pensare è stato il settimo “non rubare”. Mi ha fatto riflettere molto sullo sguardo che cercava il ragazzo, cioè che gli altri abbassassero lo sguardo come segno di sconfitta, e questo lo faceva sentire forte, fino a quando non ha trovato quel vecchio a cui ha rubato la pensione e poi accoltellato, che non gli ha dato quella soddisfazione, diciamo così, la frase top nel racconto è questa “Che me sento una rabbia dentro come a una bestia ferita.”

(Cit. L.C. 2019)

Date

15 Gennaio 2020

Tags

Fumetti e Libri
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