UN INDOVINO MI DISSE 1/1

UN INDOVINO MI DISSE 1/1

Illustrazione di ANDREA BARATTIN

Biografia - Andrea Barattin nasce a Belluno nel 1987 ed a quattro anni decide di diventare disegnatrice di fumetti. Frequenta l'Istituto Statale d'Arte di Vittorio Veneto (TV) e la Scuola Internazionale di Comics di Firenze.
Nel 2009 vince il terzo premio al concorso di vignette umoristiche “Vino, vignette e fiori” di Bordighera.
Ha collaborato con il blog “Balloons” realizzando “Brain Drain - Fuga di cervelli”.
Nel 2011 pubblica le sue strisce umoristiche nella rivista “Comixx”, numero speciale uscito in esclusiva a Lucca Comics and Games.
Nel 2012 viene selezionata con l'illustrazione “Giochiamoci il mondo” per la mostra “Mondi alternativi” di Lucca Junior.
Nel 2013 viene selezionata con l'illustrazione “A chance to change” per il concorso “EurHope - immagini dal futuro”.
Nel 2013, a Lucca Comics and Games, pubblica “Ah, l'Amour!”, una raccolta di vignette umoristiche legate al tema della sessualità, con la casa editrice Slowcomix.
Nel 2014 pubblica “Ah, l'Amour! 2”, sempre con Slowcomix.
Dal 2014 collabora con le sue vignette con la rivista “l'Eco del Nulla”
Nel 2015, pubblica “London Calling”, una guida a fumetti su come sopravvivere nella capitale inglese, con la casa editrice Kleiner Flug.
Nel 2016 realizza la copertina della rivista “Bellunesi nel Mondo” di febbraio.
Nel 2016 collabora con alcune strisce alla realizzazione di “U come Umorismo”, edito da Slowcomix, il cui ricavato è stato destinato all’ospedale pediatrico Meyer.
Nel 2017 pubblica “Oltre l’ignoto” con l’associazione “Bellunesi nel Mondo”.
Nel 2017 pubblica “Ah, l’Amour! Golden Edition” con Slowcomix.

Estratti dei commenti dei detenuti - edizione 2019 del progetto I Classici dentro e fuori il Bassone

Breve tramaclicca per accedere alla trama del libro.

 

“Tiziano Terzani, un personaggio con un'esperienza che non può che affascinare, la bellezza delle esperienze vissute sul campo perciò reali e alquanto contraddittorie ed esoteriche. Vivere quasi in simbiosi di un giudizio, di un santone che di scientifico ha ben poco. Ma questo, e ripeto, è strettamente la mia opinione personale che se una persona si affida a questi ipotetici santoni è perché è poco sicura di se stessa.

Condivido pienamente quando Terzani afferma che bisogna guardare il mondo con occhi diversi, è come se vedi la montagna, non è sempre uguale, ogni giorno ha sfaccettature diverse, i colori cambiano.

Sono rimasto impressionato quanto in Thailandia conti così poco la vita umana, ragazzine che si prostituiscono per pochi dollari. Adesso capisco meglio perché è il primo paese al mondo come sfruttamento sessuale per lo più, con un tasso di aids spaventoso, addirittura uno ogni sessanta abitanti. (…) Ma la mia domanda è: è questo che veramente vuole la gente?”

(Cit. G.D.S. 2019)

“La miniera … In un mondo fatto di tantissimi tabù, l'autore ha dimostrato di non avere paura di raccontare la realtà straziante di un Oriente in decadenza. Un Oriente fatto di droga, di prostituzione e di malattie, di corruzione e interessi meschini, di schiavitù e di intolleranza. Un mondo “offuscato” di una dittatura occidentale che è riuscita ad annientare lo spirito e la magia dell'Oriente, con delle illusioni materiali che non sono le loro. Un mondo dove la vera piaga non è la prostituzione corporea, ma la prostituzione intellettuale (come diceva Sgarbi), la prostituzione spirituale che viene indotta da un desiderio di benessere materiale, che neanche quello è loro.

Sembra che nessuno vuole capire che nessun indovino, nessun potere, nessuna intelligenza artificiale potrà mai indovinare il corso della natura. La natura, che l'uomo sta modificando con tutti i tipi di “diavolerie”, solo per una strategia di mercato, la natura che molto spesso negli ultimi tempi si “arrabbia” con terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, cataclismi, etc. la natura non può essere misurata, non può essere calcolata, perché non è matematica, la natura è un caos che si ordina da solo. Nell'era del consumismo, del materialismo l'uomo ha dimenticato di essere lui stesso la creazione della natura. L'uomo è diventato il padrone e la natura il suo “giocattolo preferito”.

Per non generalizzare ho cercato anche io di indovinare, qual è la cosa che può fondersi nella mia realtà attuale, che può sollevare il mio cuore, il mio spirito in questo contesto, dove ci manca quasi tutto. Ed ecco la risposta dell'autore: “Ogni posto è una miniera.”Come ben sappiamo le miniere nascondono tantissime ricchezze. In un commento precedente ho scritto che io ho trovato in carcere il mio “Moby Dick”, ma adesso si sta trasformando in una “miniera” perché la bellezza di leggere libri è quella di trasformare le idee e di far viaggiare la mente e il cuore. (…) In carcere ho ritrovato il piacere di tenere in mano un libro, ma non solo di leggerlo, ma di cercar di capire chi lo ha scritto, chi me l'ha regalato, ma più di tutto perché l'ho letto.”

(Cit. M.D. 2019)

“Vorrei partire con un bel “wow”, uno di quei libri che mi ha subito travolto nella sua lettura, non avevo mai letto niente di Tiziano Terzani, e dopo questo racconto penso ne leggerò altri. Mi ha subito coinvolto perché scritto in modo semplice e fluido, così da darmi modo di immaginare e immergermi nel suo viaggio.

Sono rimasto incuriosito subito perché parla della cultura asiatica, essendo che sono stato in contatto con dei cinesi durante la mia carcerazione, e nel leggerlo mi suscitava in mente ricordi comportamentali e di stili di vita dei miei amici cinesi.
Sono stato rapito come lettura perché parla di destino, tramite la predizione di un indovino in quanto non debba prendere nessun tipo di mezzo volante nel 1993, a distanza di anni vive normalmente la sua vita, ma arrivato a quella data decide di compiere un'avventura ascoltando l'indovino (per sua fortuna!). Da lì inizia il suo viaggio fatto di spostamenti per il suo lavoro di giornalista, tramite navi, treni e passaggi da posti quasi inesplorati e impensabili, dove ritrova un nuovo modo di vedere il mondo, e riscoprendo così anche se stesso.

E' soprattutto questa parte fondamentale dei racconti che mi ha colpito per il fatto di vivere tutto al meglio le nostre emozioni, senza saltare da un posto all'altro con l'aereo, senza godersi neanche il viaggio, arrivando così subito a destinazione. Mi accomuno a questo discorso perché, essendo stato in carcere, una volta uscito, sto cercando di godermi anche io tutto al meglio, senza lasciare niente al caso, o per meglio dire, trovo una maggior felicità per quello che faccio, dove mi trovo e per quello che mi circonda.
Sono rimasto colpito da questa frase: “Adoro questo mescolarmi alla folla, questo diventare un viaggiatore qualsiasi, libero dal proprio ruolo, dall'immagine che uno ha di sé e che è a volte tanto stretta quanto la gabbia del corpo.”

(Cit. L.C. 2019)

Date

14 Gennaio 2020

Tags

Fumetti e Libri
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